domenica, 17 maggio 2009

Saramago versus Catilina

Massimo Lafronza traduce ufficialmente il blog di Saramago, per tutti quindi l'opportunità di leggerlo qui.

Ora si attende la risposta di Cicerone!

postato da: chuvamiuda alle ore 09:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:saramago docet
giovedì, 07 maggio 2009

babenco

Cosa avrebbe a che vedere questo col mio blog? Tutto, perché Babenco è un regista brasiliano e Carandiru è un film sceneggiato do meu amigo Fernando Bonassi, roteirista e escritor brasileiro. E May Monçao che ha genialmente ideato questo azzardatissimo raffronto è anche lei amiga minha. Quindi... boa sorte May!

postato da: chuvamiuda alle ore 10:51 | Permalink | commenti
categoria:cinema, eventi, brasile, bonassi, babenco
martedì, 05 maggio 2009

convite italia

 

Invito_mostra_Inos_Padova_jpg_1

 

Tsè, tsè. Gongolo tutta...

postato da: chuvamiuda alle ore 23:42 | Permalink | commenti
categoria:eventi, editoria, presentazioni, brasile, libri brasiliani, inos corradin
mercoledì, 29 aprile 2009

IL GIOCO DELLA MEMORIA

genere: romanzo per ragazzi

origine: Brasile

Pietro Altran è uno dei tanti immigrati italiani che si sono radicati in Brasile e lì hanno costruito una loro famiglia, hanno avuto figli e poi nipoti, hanno amato, hanno passato la vita intera a lavorare duramente senza mai però dimenticare la propria terra, quella che abbandonarono da giovani quando decisero di partire in cerca di fortuna. Pietro, ormai ultrasettantenne, ha un baule dove tiene alcuni oggetti del suo passato, tra questi il gioco della memoria di Aquileia, una sorta di puzzle che ritrae le rovine antiche della piccola cittadina friulana da dove Pietro è partito tanti anni fa. Il vecchio uomo non ha mai raccontato a nessuno i ricordi della propria infanzia vissuti in Italia, i duri anni della guerra, gli amori giovanili, ma Lucca, il suo nipote più giovane, è l’unico che ogni domenica, giorno in cui la famiglia intera si riuisce a pranzo, si presta a sfidare il nonno al gioco della memoria, instaurandosi così tra i due un rapporto speciale. È in virtù di questo affetto molto particolare che il vecchio Pietro in un momento di nostalgia decide di affidare al nipote i suoi preziosi ricordi. La guerra, prima di tutto. La partenza per il fronte jugoslavo, la fame e il freddo patiti, la prigionia, la nostalgia di casa e soprattutto per il suo primo amore giovanile, Giulia, la ragazza a cui Pietro Altran pensava ogni giorno di quella interminabile guerra e dalla quale ricavava la forza di sopravvivere e la speranza di tornare un giorno a casa per sposarla. Ma la guerra finisce e lascia dietro di sé solo distruzione e povertà, Giulia è morta, e Pietro, come tanti altri, s’imbarca per il Brasile in cerca di una nuova vita che gli faccia dimenticare l’orrore della guerra e il dolore. Ma allora nonno Pietro, la roccia dura che tiene in mano le redini di questa famiglia patriarcale, forse non è così invulnerabile come il tredicenne Lucca lo ha visto fino ad oggi. E Lucca, che ci racconta la storia in prima persona con la trasparenza e la semplicità dei suoi pochi anni, depositario unico di quel nocciolo di ricordi e di emozioni del nonno, comincia a scopire piano piano che nonno Pietro forse sta invecchiando, e che vecchiaia significa a volte malattia. Una malattia atroce che si chiama Alzheimer che non risparmia l’anziano immigrato, cancellando  inesorabilmente la sua memoria fino a renderlo trasparente a se stesso. Lucca non può accettare che il nonno vada a vivere in un ricovero per persone anziane e malate, e così con i suoi cugini decide di trovare il modo per aiutarlo. Inizia una fantastica avventura per i tre ragazzi che si ritrovano coinvolti in uno strano commercio internazionale di “memorie”. Tra le memorie commercializzate su un sito internet da una banda di malviventi, i giovani ritrovano la memoria del nonno, e scampando il pericolo di venire eliminati dai loschi malviventi, riescono a riportarla a casa sana e salva. Forse, però, questo epilogo è solo un modo fantasioso che il piccolo protagonista ha trovato per raccontare sul suo quadernino con la copertina di girasoli la storia del vecchio Pietro e della sua malattia, nella speranza chei  ricordi tanto preziosi del nonno non diventino ombre come lui.

Il gioco della memoria è un romanzo della scoperta della malattia, della fragilità, della presa di coscienza da parte di un adolescente della debolezza dell’essere umano e della forza delle memorie e della storia. Una storia, quella della seconda guerra mondiale, appresa soltanto sui libri di scuola, ma che sorprendentemente può diventare il ricordo più prezioso da conservare in quel baule di emozioni che è la vita di ognuno di noi.

©Silvia Marianecci

postato da: chuvamiuda alle ore 12:32 | Permalink | commenti (2)
categoria:editoria, brasile, lingua portoghese, libri brasiliani
domenica, 26 aprile 2009

prosa e verso O Globo,

uscito su O Globo, quotidiano nazionale, il 25 aprile

venerdì, 17 aprile 2009

Che c'è di nuovo

A conti fatti, e senza dire nulla di nuovo, in questo terzo millennio sono tante le novità con cui noi delle generazioni di transizione,  e ancor più i nostri padri, dobbiamo scendere a patti.  Lascio ai grandi pensatori le riflessioni apocalittiche sullo stato di salute del pianeta  e i traballanti equuilibri politico-economici, sulla differenza e l'alterità negata, sulla giustizia e la religione. Mi soffermo invece sulla realtà dei nostri microsmi quotidiani, una realtà fatta di mondi paralleli virtuali, nei quali galleggiamo da una parte all’altra del globo in un nanosecondo scambiandoci le foto con un aborigeno zelandese o offrendo un caffè (virtuale certo, perché virtualmente possiamo fare tutto, e perché non pure un cannolo siciliano?)  al neoiscritto della quattrocentotrentasettesima comunità virtuale di cui orgogliosamente facciamo parte.

Con un euforico ritrovato senso di pluriappartenenza, con un’isterica ansia di comunicazione, di solidarietà, di dialogo, di amicizia, di vicinanza, di confidenza pubblica, di esserci, di unirsi,  per quanto disumanizzante possa sembrarci la matrice iperteconologica di questo nuovo tipo di relazionamento, abbiamo egregiamente esorcizzato lo spettro dell’incomunicabilità che minacciava di tenerci sprangati  nell’isolamento delle nostre belle città ultramoderne ed ora la nostra faccia la conoscono tutti, vantiamo centinaia di amici in ogni capo del mondo accuratamente catalogati in gruppi e sottogruppi tematici ai quali raccontiamo la nostra vita dal momento in cui ci alziamo a quello in cui ci addormentiamo. Insomma, siamo tutti biografi di noi stessi o meglio sceneggiatori di questo colossal che è diventata la giornata di uno qualunque di noi nell’epoca post moderna. Nel grande condominio che è internet dove tutti sanno tutto di tutti e amicizia è la nuova parola d’ordine, capita anche a me di avere qualche decina di amici che non ho mai incontrato ma con i quali scambio idee, progetti e auguri pasquali come potrei scambiare due chiacchiere con la vicina della porta accanto. Forse manca l’intimità, dei corpi, degli sguardi, persino degli odori che caratterizzano ognuno di noi, ma che importa se in compenso anche una come me è riuscita ad uscire dal guscio e mettere la propria faccia  nel mucchio? L’intimità la coccolo con quelle poche persone alle quali sono accomunata da un’amicizia rara e endogena al nostro stesso essere.

La mia nuova dimensione è quella di individuo nel mondo, sia esso pure un mondo filtrato da byte e onde.

postato da: chuvamiuda alle ore 11:24 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 08 aprile 2009

Azimut_B

Dopo aguas de março cadute in abbondanza, finalmente via per strade inedite e inesplorate a scoprire il Brasile. Il Brasile per le strade é in libreria da mercoledì 8 aprile. CERCATELO, SCOVATELO, ESIGETELO! E buona lettura

<